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Trans d'Havet - Piovene Rocchette (VI) - Sabato 27/07/2019

TRANS D'HAVET 2019: PRETTO FA IL TRIS. AL MASCHILE VINCE TACCHINI

Gara Marathon alla bresciana Bani e al comasco Fabio Ruga

Nel cuore della quattro giorni di Campionati Italiani Mountain&Trail Running si è consumata oggi la
prova sulle lunghe distanze targata Trans d'Havet. Due i percorsi che assegnavano i titoli tricolori
Assoluti e Master di Trail Lungo e Trail Corto con lunghezze e dislivelli rimasti praticamente invariati,
nonostante l'organizzazione sia stata costretta dalle previsioni meteo ad apportare una deviazione
che ha limato in un sol colpo la salita a cima Carega e il transito sui saliscendi delle Tre Croci.
Nel lungo Ultra Trail di 80 km e 5.500 mD+ ad imporsi è stato il valtellinese Giovanni Tacchini (G.S.
C.S.I. Morbegno) che sull'arrivo non ha disdegnato di portare in trionfo anche il piccolo Fabio, nato a
fne gennaio dalla moglie e già campionessa del mondo di corsa in montagna, Alice Gaggi. Per lui il
cronometro si è fermato a 09:58:55. A 20' è arrivato poi il valdagnese Mirko Cocco (Tornado), seguito
da Stefano Maran (Skyrunner Le Vigne), staccato di oltre mezz'ora. Al femminile l'architetto vicentino
Francesca Pretto (Atletica Vicentina) ha siglato il suo terzo successo consecutivo, inflando anche il
titolo italiano con il tempo fnale di 11:16:40, distanziando per bene un'altra berica doc del calibro di
Alessandra Boifava (Ultrabericus Team ASD), che chiude a 11:32:05. A completare il podio, infne, è
arrivata Anna Conti (Atletico Paratico), già vincitrice nella prova Marathon nel 2016, anno in cui aveva
siglato anche il record di percorrenza sui 40 km di casa Trans d'Havet.
E restando in argomento di prova Marathon, la vittoria è andata al comasco portacolori del team La
Recastello Radici Group, Fabio Ruga (03:41:55), che si è imposto nell'ordine sul vicentino Francesco
Lorenzi (Vicenza Marathon – 03:47:47), sul gradino più alto del podio solo pochi giorni fa nella prova
Vertical di Santorso, e sul bresciano Filippo Bianchi (Libertas Vallesabbi – 03:52:29). Una dilagante
Barbara Bani (Free-zone), argento a squadre ai mondiali 2017 di trail a Badia Prataglia, si è poi
imposta nella prova in rosa con un tempo 04:10:47, 21' davanti alla biker triestina Nicol Guidolin
(Evinrude – 4:32:31) e ad una verticalista purosangue come la torinese Chiara Giovando (04:35:47).
Sugli estenuanti 80 km partiti ieri sera da Piovene Rocchette (VI) Tacchini si è portato da subito in
pole, resistendo agli arrembaggi dei diretti avversari. Inseguito da runners ben rodati del calibro di
Roberto Mastrotto, Filippo Dal Maso, Alessio Zambon e Mirko Cocco, ha saputo tenerli a bada per tutto
il percorso. Costruendo metro su metro il distacco che gli ha consentito di guidare con sicurezza la
corsa. Dopo il forfait a Passo Xomo di Mastrotto, vincitore lo scorso anno, il presidente del tema
Skyrunner Le Vigne Stefano Maran, si portava alle calcagna dei vari Dal Maso e Zambon,
riacciuffandoli e volando in terza posizione. A Campogrosso ormai i giochi erano decisi, con Tacchini
che gestiva al meglio tutto il nuovo inserto del tracciato e si involava sulla fnish line di Valdagno.
Grande la soddisfazione di Mirko Cocco, terzo nel 2017 nella Marathon e desideroso di far bene nella
gara di casa.
Al femminile ancora una volta Francesca Pretto si è decisa ad impostare una gara in vetta e in
solitaria. Bastano infatti pochi chilometri per mettersi dietro nell'ordine Boifava, Conti e Spagnol e
lanciarsi verso il terzo successo consecutivo. Brava anche Alessandra Boifava che, nonostante uno
stato di forma ancora traballante, ha dimostrato di avere non solo cuore e gambe, ma anche testa e ha
amministrato al meglio le proprie energie per agguantare un ottimo secondo posto. Viene così
rimandata ancora una volta la sfda Pretto-Boifava per il gradino più alto, con la Pretto avanti al
momento per 2-0.

Sui 40 km della gara Marathon gli azzurri Fabio Ruga e Barbara Bani sono decisi a bissare il successo
conquistato solo poche settimane fa alla PrimieroDolomitiMarathon e così fanno. Qualche
schermaglia nelle retrovie vede giocarsi i posti rimanenti sul podio tra le varie Zuccollo, Mottin, Frizzo,
ma la “vertical” che risale alla Sella del Campetto sulla vecchia pista di Montefalcone a Recoaro Mille
fa la selezione fnale. Guidolin e Giovando la spuntano e si dirigono su Valdagno, lasciando indietro
molti altri concorrenti ansimanti. Anche tra gli uomini l'arrampicata sulle pendenze di Montefalcone è
decisiva. Filippo Bianchi, fno a quel momento davanti, cede e viene recuperato da Ruga e Lorenzi che
possono così scartare in avanti. Lorenzi, carico anche dalla vittoria della prova vertical di giovedì, le
prova tutte, ma Ruga sembra davvero averne di più e deve accontentarsi di un comunque ottimo
secondo posto. Bianchi, tenace, resiste e alla fne chiude in terza piazza.
Domani il gran fnale della manifestazione tricolore sull'Alpe di Campogrosso con una giornata
dedicata alla corsa in montagna. Sui 13,4 km e 1.250 mD+ che collegano Recoaro Terme a
Campogrosso si disputerà la gara valida come prima prova solo salita per l’assegnazione dei titoli di
campione italiano di corsa in montagna Individuali e di società Promesse e Senior. Da Staro, frazione
di Valli del Pasubio (VI) si staccheranno anche i percorsi validi per la prima prova solo salita per
l’assegnazione dei titoli di campione italiano di corsa in montagna Individuali e di società Junior (6,3
km, 800 mD+) e per la gara Open sulla classica Staro-Campogrosso (8,4 km, 850 mD+). Le gare
saranno anche prima prova del Campionato Regionale Veneto di Corsa in Montagna per categorie
individuali Juniores, Promesse, Seniores e di Società.
Al Passo di Campogrosso, poi, spazio anche ai più giovani con un trail promozionale per Allievi e
Cadetti.

Interviste
Giovanni Tacchini, 1° Ultra Trail 80 km
È stata una gara strana. Sono partito molto forte in compagnia di Enzo Romeri e Roberto Mastrotto. In
cima alla prima salita li ho staccati leggermente per poter prendere la discesa davanti. Non mi
aspettavo di riuscire a fare il vuoto in discesa, anche perché non sono un fortissimo discesista. Ho
continuato a spingere per rimanere in testa, non mi aspettavo di riuscire a mantenere il distacco fno
all’arrivo. Ho trovato il percorso molto bello nella parte iniziale. La variante me l’aspettavo meno lunga,
comunque, fa parte del gioco, credo che sia stata una decisione giusta quella presa dagli
organizzatori.

Francesca Pretto, 1^ Ultra Trail 80 km
Ci speravo nella vittoria. Sono stata indecisa fno all’ultimo se partecipare o meno a questa Trans
d’Havet, in quanto fra un mese ho un appuntamento molto importante sul Monte Bianco e voglio
arrivarci preparata. È un'impresa ardua fare una Trans d’Havet e tra un mese avere già una prova di
altissimo livello. Il meteo, fortunatamente, è stato dalla nostra parte. La salita di Montefalcone era
molto tosta, specialmente perché era al sessantesimo chilometro e ci ha colti già stanchi.

Fabio Ruga, 1° Marathon 40 km
È la prima volta che partecipo alla Trans d’Havet. Il percorso mi è piaciuto molto, soprattutto la prima
parte. Anche la modifca ha reso molto bello il percorso, ma non come doveva realmente esserlo. Fino
a Recoaro in testa c’eravamo io, Bianchi e Lorenzi. Nella salita di Montefalcone ho provato l’allungo, lì
sono riuscito a guadagnare un po’ di vantaggio che sono riuscito a gestire fno all’arrivo. Dedico
questa vittoria a Nando che sta passando un periodo molto diffcile e a mio fratello Roberto, che mi ha
permesso di arrivare riposato a questo appuntamento.

Barbara Bani, 1^ Marathon 40 km
La corsa è andata bene, mi sono divertita. È stato un percorso variegato. La modifca del percorso,
causa rischio maltempo, è stata una saggia decisione, perché è sempre meglio pensare alla sicurezza
degli atleti. È stata dura gestire l’ultima parte della discesa perché faceva molto caldo, però ho cercato
di fare del mio meglio.


27/07/2019 Giulio Centomo